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Canzoni

CHIARO DI LUNA A PAULLO
Perrin-Blondy-A.Testa (1962)


Canzone nata nel 1962 con la musica e l’ispirazione di “Un clair de lune a Maubeuge”, grande successo del tassista cantautore parigino Pierre Perrin. Il francese aveva cantato le inesistenti bellezze di Maubege, tristissima cittadina a 230 chilometri da Parigi e 70 da Bruxelles, in una landa in cui i chiari di luna non tirano fuori di casa nemmeno gli innamorati. Quella canzone ebbe un tale travolgente successo in tutta la Francia - radio, televisione, sale da ballo, vendita di dischi - che la presa in giro del tassista diventò una pubblicità positiva e quel posto desolato e dimenticato si trasformò in meta turistica ambitissima. Scrissi la versione italiana dedicandola – dopo lunga ricerca e appassionate disanime – a Paullo, una cittadina della Pianura Padana tra Milano e Crema, non certo famosa per le bellezze o per la vita mondana. Dato che avevo appena fatto un contratto con la Ricordi come cantautore, l’amico Iller Pattacini, all’epoca Direttore Artistico, non fece alcuna fatica a convincermi ad essere il Perrin italiano. “Dai! Così cominci con un successo trionfale e poi la strada è aperta!”. Base originale francese, sala d’incisione, scelta della canzone “Due” di Celli e Casadei da accoppiare nel 45 giri (allora erano quelli i dischi che si vendevano), accordi col Sindaco di Paullo per la festa da farsi nella piazza in paese, alla presenza delle autorità, del cantautore francese, di cento tassisti con i loro taxi che, provenendo da Milano, formavano la colonna capeggiata dal mio, la folla...e il chiaro di luna! Senonché l’organizzazione scelse per il lancio, un giorno di settembre alle 7 di sera forse sperando che fosse una giornata piovosa, uggiosa, triste, rispettosa dell’effetto ironico e parodistico del testo. Ma...ci fu un sole pazzesco...un cielo al calor bianco...e sudati in maniera incredibile, dopo la cerimonia niente affatto romantica, tornammo tutti da Paullo a Milano senza neppure accendere i fari, tanto era ancora chiaro (ma non di luna!). Se mi perdonate desidererei sorvolare sulle 8000 copie vendute, di cui l’IMAIE non trova neppure traccia.