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Canzoni

E NELLE ONDE CHE BARAONDE
Lavezzi-A.Testa (1990)

Avevo avuto l’idea del testo molti anni prima e l’avevo anche presentata al concorso con una mia musica. Il titolo era “Secchiello e paletta”: non fu prescelta. L’anno seguente, cambiai il titolo che divenne “Un bel castello”, corressi la musica, facendola più allegra e ci riprovai: non fu prescelta. Rinunciai a ri-correggerla con dispiacere perché il racconto mi piaceva proprio. Ma tant’è. Avevo un sacco di impegni, compresi i viaggi avanti e indietro tra Italia e California. Per qualche anno la dimenticai. Nel 1990 l’editore Franco Daldello mi chiese un testo per il suo bravissimo autore-produttore Mario Lavezzi, al quale era venuta voglia di concorrere allo Zecchino d’Oro. E io andai a ripescare “Secchiello e paletta – Un bel castello”. Mario Lavezzi ci fece una musica ballabile e veramente attuale, stravolgendomi un po’ la metrica e facendo diventare strofa il ritornello … e ritornello, la strofa. Mi piacque moltissimo e fui costretto un’altra volta a cambiare titolo. E così nacque “E nelle onde che baraonde” che non solo fu scelta ma addirittura vinse il 33° Zecchino d’oro. Si vede che la musica conta qualcosa ed è meglio che ognuno faccia il proprio mestiere. Devo solo aggiungere che la vittoria fu attribuita ex-aequo alla mia canzone ed a “Nonno superman” di Depsa (quel ragazzino che ha alzato la paletta dell’8 invece che quella del 10 e che mi era sembrato tanto carino e simpatico fino ad un momento prima… improvvisamente mi sembrò brutto e antipatico. Il che dimostra che alle volte ci vuol poco per diventare stupidi. Sto parlando di me, non del bambino!)