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Canzoni

IL CANTICO DEL CIELO
C. A. Rossi-A.Testa (1956)

E’ la prima canzone con la quale ho partecipato al Festival di Sanremo. Una bellissima musica romantica di C.A.Rossi. Scrivevo canzoni abbastanza regolarmente, nonostante il mio impegno come rappresentante di tessuti. Avevo avuto qualche piccolo risultato con ‘La ragazza col montgomery’, ‘Valentino’, ‘T’amo e t’amero’’ lanciata da Natalino Otto… e il grande Carlo Alberto si fido’ ad affidarmi una sua musica. Il testo piacque a lui e alla commissione per Sanremo e cosi’ ho avuto la prima soddisfazione sanremese. Interprete ottima fu la rivelazione del Festival 1956, Tonina Torrielli, detta “la caramellaia” di Novi Ligure. Lei ebbe grande successo ma purtroppo cantava tre canzoni nella serata finale e così i sui nuovi fan si divisero su tre titoli: piazzò le sue tre canzoni al 2° - 4° - 6° posto. La mia fu quarta. Certo, devo dire che io – oltre ad aver fatto un testo ispirato - non l’aiutai molto.Il festival si svolgeva ancora al teatro del casino’ di Sanremo e una delle giurie sparse in tutta Italia presso le sedi Rai era invece li’ dentro il teatro. Ne facevano parte gli spettatori che avevano il biglietto del colore estratto a sorte subito prima dell’inizio della gara. Il mio biglietto era bianco. Fu estratto il bianco: mi fecero accomodare in giuria e – a distanza di piu’ di 50 anni, posso confessarlo – votai per ‘La vita e’ un paradiso di bugie’ di Calcagno e Oliviero (che non conoscevo affatto) e cantata da Luciana Gonzales. Votai così perché quella mi sembro’ la canzone piu’ bella del concorso. Devo anche dire che mi sarei vergognato moltissimo a votare per una cosa mia e che - comunque - un voto non avrebbe spostato le posizioni di classifica. Ho preferito avere la coscienza tranquilla. Inoltre – come penso ancora oggi (magari NON continuamente…magari un giorno si e un giorno non so…) – allora pensavo e scrivevo il concetto espresso da Tonina Torrielli con quella canzone mia e di C.A.Rossi: “CANTA IL CIELO E VA L’ETERNA SUA CANZONE A RACCONTARE AL MONDO INTERO CHE L’UNIVERSO E’ AMORE…” Era perciò giusto che mi adeguassi all’amore anziché all’egoismo.