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Canzoni

RENATO
Cortez-A.Testa

Mina ha sentito la canzone e l'ha trovata divertente; le è piaciuta subito. Subito il suo discografico, Davide Matalon, disse a Tony De Vita: "Fai subito l'arrangiamento che la incidiamo giovedì". Mina intervenne ridendo: "Ma sei matto! E' una canzone carina ma non ci penso neanche ad inciderla!" Giovedì la incise cantandola col suo fantastico spirito da ragazzina che superava tutto e tutti. Il discografico voleva fargliela cantare? Va bene, l'avrebbe cantata. Tanto poi, probabilmente secondo lei, non sarebbe successo niente: un disco da buttare. Quando Mina la eseguì in televisione, era un sabato sera. La domenica mattina, mentre mi preparavo per giocare a tennis, sentii la voce di una signora provenire dallo spogliatoio delle donne. Cantava... "Renato, Renato, Renato così carino così educato Renato, Renato, Renato mi porti al cinema e guardi il film..." E da lì partì un successo travolgente. Trent'anni dopo sono diventato amico carissimo di un (ex) playboy versiliano che si chiama Renato Nicodemi. Quando venne a sapere che ero autore di "Renato", mi disse che se mi avesse incontrato allora, quando la canzone imperversava, mi avrebbe rotto un tavolo di marmo in testa: comprava marmo e lo vendeva in tutto il mondo perciò una lastra poteva permettersi di sacrificarla. Sostiene che le ragazze non le portava al cinema ma gli amici lo sfottevano ugualmente. Tornando all'atteggiamento di Mina che non avrebbe voluto cantare "Renato", debbo dire che per quel che mi ricordo era abbastanza facile che le capitasse di non aver voglia di cantare una canzone che lei avrebbe trasformato in un successo, quasi nascondendosi, quasi scegliendo solo le canzoni di cui lei stessa avrebbe comprato il disco.