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Canzoni

UNO PER TUTTE
Tony Renis-Mogol-A.Testa (1963)

Il 1962 era stato il primo anno trionfale di “Quando quando quando“ che avevo scritto sulla bellissima e intramontabile musica di Tony Renis. Era una canzone completamente diversa da quel che si usava a Sanremo, cioè un samba. Verso la fine di quell’anno glorioso, mentre stava svolgendosi “Canzonissima” (che poi abbiamo vinto, appunto con “Quando quando quando”) Tony scrisse ancora una volta una musica che al Festival di Sanremo nessuno si aspettava: una deliziosa e spiritosa melodia che – appunto per la diversità dalle aspettative – avrebbe potuto fargli ripetere l’exploit dell’anno precedente. Capitò che Tony facesse sentire il suo progetto musicale all’amico Mogol, anche per ottenerne un giudizio, e Mogol – che è un fulmine in un minuto gli scrisse la prima strofa. Dopodiché, non so chi dei due o tutti e due insieme, pensarono che, trattandosi della canzone per Sanremo, forse sarebbe stato carino e amichevole chiedere la mia partecipazione, visto che l’anno prima, a Sanremo, avevo portato fortuna con un testo utile in tutto il mondo. (Infatti in tutto il mondo “Quando quando quando” si intitola “Quando quando quando” anche per merito di Pat Boone che – nel fare il testo in inglese – ha mantenuto quelle tre paroline magiche. Sembra buffo ma nell’unica lingua al mondo in cui è stato cambiato il titolo, la canzone ha fatto un successo di gran lunga inferiore. E si tratta del Francese: peccato. Per me, naturalmente.) Per trascinarmi nel gruppo, Mogol mi telefonò dicendomi che stava facendo una canzone con Tony… e che dopo le prime righe non gli veniva più niente. Mi chiese – per favore – di aiutarlo ad andare avanti. Io probabilmente ci credetti e li raggiunsi. Naturalmente appena arrivai io le “difficoltà” (che strano!) si sciolsero immediatamente e prima di sera la canzone era finita. Tutta la storia dei nomi di ragazza accavallati la sistemò subito Mogol, io ci misi un po’ di “cieli senza nuvole”… “ mille mandolini mi accarezzano”… le dichiarazioni d’amore al plurale… e ce ne andammo tutti felici e contenti.
Al Festival di Sanremo la canzone spiazzò tutta la concorrenza con la sua ingenua e divertente vitalità, godette della simpatia che Tony Renis aveva sparso intorno a sé per dodici mesi…e vinse. L’organizzazione discografica della Ricordi fu più efficiente di quella della Voce del Padrone e così, al Festival Europeo della Canzone (al quale, allora, si usava far partecipare la canzone vincitrice del Festival di Sanremo) fu inviato a rappresentare l’Italia, Emilio Pericoli invece che Tony Renis. Non fu una scelta indovinata.
Fu fatta una causa per plagio nei riguardi della musica: causa che Tony Renis vinse facilmente pur restandone molto amareggiato inquantoché l’attore della causa era un buon musicista che Tony stimava e che non aveva alcun bisogno di pubblicità. Forse era stato mal consigliato da qualche invidioso.
La canzone ha avuto un buon successo, certo non paragonabile a quello di “Quando quando quando”, comunque diffuso nel mondo. Come piccola nota di cronaca posso dire che a distanza di circa quarantanni, la simpatica Platinette ne ha inciso una versione spiritosa e ironica – così come credo si possa definire anche quella originale – inserendo, al posto dei nomi di ragazza, una valanga di nomi di ragazzi.