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Ci vuole un attimo


Chi non ha voglia di leggere, può cliccare qui e la storia glie la racconto io

Sembra la sinopsi di un film: una storia che si chiama “Un attimo e anche meno". Una storia da raccontare nel giorno di San Valentino.

Lui possiede da tre anni un piccolo appartamento nel quale non ha mai ricevuto amici. Decide – ora che è rimasto solo – di farlo diventare un punto d’incontro per autori, attori, scrittori, giornalisti, pittori, cantanti...insomma amici artisti e non. Vuole aver gente per casa, anche all’improvviso, pronto ad ascoltare, a parlare, sentir piangere, a cercar di capire e magari a parlare e piangere a sua volta. L’idea è quella di inframmezzare parole, idee, lacrime, risate, amicizia...con spaghetti aglio e olio, fave e pecorino, un bicchierotto...e via.

Compera tutto il necessario per i futuri bagordi, riempiendone due bustone pesanti, poi – siccome sta per arrivare il Natale – quando è sotto casa entra in un negozio lì vicino per comperare un alberello con tante lampadine colorate intermittenti e una stella in cima, che ha visto ieri, passando. E’ il negozio di ferramenta della signora Gina. In quel momento lui è l’unico cliente. Non posa neppure le borse perché ci metterà un minuto a comperare l’albero. Chiede solo di rivederlo acceso, per convincersi: la commessa lo accende. E’ bellissimo. Lui paga poi dice: “Datemi anche la scatola così in gennaio lo rimetto via per l’anno venturo.” La signora Gina dice: ”Ma ha già tutte quelle borse, come fa a portarlo?”. Mentre lui fa il drago dicendo che non ci sono problemi, riuscirà benissimo a portare tutto...la commessa decide: “Se non può portarlo lui...lo porterà la moglie!” e rifila la bustona con la scatola dell’albero, in mano a una signora che è entrata da pochi secondi.

Lui guarda la signora, alta, bella, esterrefatta perché non capisce cosa sta succedendo...e dice: “Mi piacerebbe che fosse mia moglie ma non lo è!” Lei lo squadra...non se la sente di lasciar cadere il tutto per terra e dice: “E io cosa dovrei fare con questa roba? Se vuole l’accompagno alla macchina!” “No grazie, abito qui a venti metri” “Allora mi lasci comprare le due viti che mi servono, poi l’accompagno”. Davanti al portone lei dice “Be’ vengo fino all’ascensore”. Poi lui chiama l’ascensore e le dice: “Forse a questo punto può salire a suggerirmi dove mettere l’albero”. Lei sceglie il punto giusto. Accendono l’albero: ci sta proprio bene. “Ora devo portare le viti all’amico Ersilio che mi sta aiutando a montare i mobiletti della cucina”. Abita a cento metri dalla casa di lui. Stesso cortile. Immenso...ma lo stesso. Che combinazione! Si presentano dicendosi i nomi e le professioni: lui fa l’autore anche televisivo per la RAI, lei è un funzionario RAI. Non si erano mai incontrati nè si erano mai sentiti nominare l’un l’altro. che ri-combinazione! Adesso sono insieme da più di quattro anni.

Non si chiamano né Valentino né Valentina ma Simona e Alberto.
E non è una storia.