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Una Via


Chi non ha voglia di leggere, può cliccare qui e la storia glie la racconto io

Sono o non sono Alberto Testa? Sono Alberto Testa.

Sono o non sono un autore? Sono un autore.

Sono un autore fermo davanti ad una pagina bianca. Uno che ha un rovello nei pensieri. Non che sia l’unico ma questo mi frulla in continuazione nel cervello e voglio trovargli una soluzione. Devo riuscire a inventare un’idea che aiuti gli “Amici di Luciano Beretta” a far giustamente intitolare una via di Milano al loro simbolo, appunto il grande Luciano. Il quale, se fosse qui mi manderebbe a “ranare”. “Ma quale via e via! Va’ via! Famm minga rid! Non farmi ridere! Ma non ciài niente di più serio da pensare?” E poi giù a raccontarmi la storia di quel fruttivendolo che voleva diventare Commendatore e ha trovato gente che lo ha imbrogliato e gli ha pelato quei quattro soldi che aveva...e adesso vende sempre frutta...ma nel senso di caldarroste, all’angolo tra Corso Buenos Aires e Via Vitruvio. Non so cosa c’entra ma – come sempre – Luciano, anche raccontandomi una storia triste, mi metterebbe allegria.

Si. Ma io l’idea voglio trovarla! Cosa faccio? Tappezzo Milano con manifesti di Luciano? Adesso che arrivano le elezioni? E poi Luciano – a parte tutto il mondo artistico di tutta Italia – chi lo conosce? Cioè...i suoi pensieri, le sue poesie...li conoscono tutti...li amano tutti! Ma la sua faccia? Eh no! Quella no! Nei manifesti allora dovrei metterci la faccia di Adriano Celentano, di Caterina Caselli, di Mino Reitano, di Tony Renis, di Orietta Berti, dei Camaleonti, di Ornella Vanoni, di Milva, di moltissimi altri amatissimi artisti. Perché? Ma perché lui ha contribuito in maniera notevolissima alla carriera di tutti loro, coi suoi splendidi testi, che – quando non sono poesie – sono talmente pieni di poesia, che sono poesie.

Ha inventato “Il ragazzo della Via Gluck” – per esempio – permettendo a Celentano di scolpire Milano nei cuori e aiutandolo a insegnare la storia della Milano del dopoguerra agli italiani.

Luciano Beretta è stato un grande giardiniere.

Luciano ha lasciato in giro fiori come “Nessuno mi può giudicare”, “Tenerezza”, “La coppia più bella del mondo”, “Tu sei quello”, “Una carezza in un pugno”, “Applausi”, “Il problema più importante”, “Eravamo in centomila”, “Gente di Fiumara”, “Una ragione di più”, “Svalutation”, “Era il tempo delle more”, “Storia d’amore”...e altri duemila gioielli colorati…e ha aiutato Milano a diventare più bella e più cercata da tutta la musica e da tutta la poesia d’Italia.

Poi, più di dieci anni fa se n’è andato a fare il giardiniere-fioraio in un posto lontano.

Noi da qui non lo vediamo ma per sentirci bene cantiamo le sue canzoni, diciamo le sue poesie.

Io gli dedicherei una via, così il suo nome resterebbe giustamente con noi, scritto.

Perché Luciano è un artista completo che ha veramente dato lustro alla sua città! Non so...le sue poesie-poesie...in italiano, in milanese...i suoi quadri...i suoi collages...la sua carriera di ballerino e mimo alla Scala di Milano...la sua interpretazione di Meneghino al Carnevale di Milano per tanti anni...

Si, si: gli dedicherei una via. Magari una via dell’”Isola” dove è nato…oppure…Galleria del Corso…magari quel pezzettino di Galleria che gira intorno alle Messaggerie…oppure quella Galleria che si chiama Corso Europa (anche se non è un corso) dove c’era il Clan di Celentano al civico 5…

Io lo farei.

Ma io, mica sono un Assessore e neppure una Giunta e nemmeno un Sindaco…

Sono solo un grande estimatore e amico di Luciano Beretta

Perciò sento che devo trovare un’idea per far sì che la sua città lo saluti ogni giorno, per sempre!

Ecco...potrei fare così...mettermi lì e inventare una storia come...


“Sono milanese ma vivo in Calabria. Adesso però sto andando in treno a Milano per il matrimonio di mio nipote. Si sposa a Carugate ma ho preferito prenotare la stanza d’albergo a Milano: Hotel Song in Via Luciano Beretta. Me l’ha consigliato un amico musicista; dice che lì si respira aria e arte. Mi sono preso tre giorni di libertà, così vado anche a trovare i miei fratelli che è un bel po’ che non li vedo...”


Alt! Temo si tratti di un’idea cretina! Molto meglio fermarmi qui, riconoscere di non saper inventare niente di valido e rivolgermi a tutti gli amici che ho e agli amici degli amici, degli amici di tutti gli amici che amano l’arte...che vivono o sognano di vivere una vita da artista, che conoscono Luciano Beretta attraverso le sue opere...non solo a Milano...e chiedere se qualcuno di loro un’idea ce l’ha...che potrebbe essere, per esempio, quella di mandare una e-mail all’Associazione “Amici di Luciano Beretta” il cui indirizzo elettronico è amicidi.lucianoberetta@tin.it e scriverci...

“SI ALLA VIA LUCIANO BERETTA A MILANO”